Io e Marley… il giorno dopo

In tanti ieri sera, avrete visto il film “Io e Marley”… io no, non ce l’ho fatta.

L’ho visto, per la prima volta, qualche mese fa, non ascoltando i consigli di chi, avendolo già visto e conoscendo il rapporto, così simbiotico, che mi lega a Louis, mi diceva di non vederlo.

Così ieri sera, ho visto l’inizio, la frase d’apertura in cui il protagonista dice:

“Niente può eguagliare l’esperienza di allevare il tuo primo cane, lanciandogli un bastone, passando un po’ di tempo in tranquillità solo tu e lui.. Naturalmente la mia esperienza è stata un po’ diversa, e quel segugio che corre impazzito è Marley, il cane peggiore del mondo”.

Questa frase, nella mia vita con Louis, l’ho pensata. L’ho pensata quando mi ha messo con le spalle al muro per cercare di sbranarmi e mostrarmi la sua autorità, quando ha mandato al pronto soccorso i miei perché solo lui poteva avvicinarsi a me, quando più banalmente, mi ha ridotto casa un porcile, quando sporca un vestito appena ritirato dalla lavanderia, o in quelle giornate in cui, con la sua vivacità riuscirebbe a stancare un’intera squadra di rugby tirando al guinzaglio e le mie energie finiscono molto prima delle sue.

Ma continuando a vedere il film, così come per in nostro percorso insieme, mi rendo conto che, forse proprio per tutte quello che ha combinato e combina ogni giorno, per la sua presenza così ingombrante, il momento in cui, quella vivacità andrà inesorabilmente affievolendosi, proverò un dolore incolmabile…

Ieri, infatti, ho interrotto la visione del film appena Marley inizia a invecchiare e a combattere con gli acciacchi dell’età.

Ed oggi, già aprendo gli occhi, e per il resto della giornata, ricoprirò Louis di un’amore diverso, con un sorriso più consapevole, facendo del mio meglio per renderlo felice ed essendogli, profondamente grata, per tutte le marachelle che vorrà regalarmi e che so, prima o poi, mi mancheranno da morire.






In tanti ieri sera, avrete visto il film “Io e Marley”… io no, non ce l’ho fatta.
L’ho visto, per la prima volta, qualche mese fa, non ascoltando i consigli di chi, avendolo già visto e conoscendo il rapporto, così simbiotico, che mi lega a Louis, mi diceva di non vederlo.
Così ieri sera, ho visto l’inizio, la frase d’apertura in cui il protagonista dice:
“Niente può eguagliare l’esperienza di allevare il tuo primo cane, lanciandogli un bastone, passando un po’ di tempo in tranquillità solo tu e lui.. Naturalmente la mia esperienza è stata un po’ diversa, e quel segugio che corre impazzito è Marley, il cane peggiore del mondo”.
Questa frase, nella mia vita con Louis, l’ho pensata. L’ho pensata quando mi ha messo con le spalle al muro per cercare di sbranarmi e mostrarmi la sua autorità, quando ha mandato al pronto soccorso i miei perché solo lui poteva avvicinarsi a me, quando più banalmente, mi ha ridotto casa un porcile, quando sporca un vestito appena ritirato dalla lavanderia, o in quelle giornate in cui, con la sua vivacità riuscirebbe a stancare un’intera squadra di rugby tirando al guinzaglio e le mie energie finiscono molto prima delle sue.
Ma continuando a vedere il film, così come per in nostro percorso insieme, mi rendo conto che, forse proprio per tutte quello che ha combinato e combina ogni giorno, per la sua presenza così ingombrante, il momento in cui, quella vivacità andrà inesorabilmente affievolendosi, proverò un dolore incolmabile…
Ieri, infatti, ho interrotto la visione del film appena Marley inizia a invecchiare e a combattere con gli acciacchi dell’età.
Ed oggi, già aprendo gli occhi, e per il resto della giornata, ricoprirò Louis di un’amore diverso, con un sorriso più consapevole, facendo del mio meglio per renderlo felice ed essendogli, profondamente grata, per tutte le marachelle che vorrà regalarmi e che so, prima o poi, mi mancheranno da morire.

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