Quello che gli addestratori non dicono

addestratori

Ciao Amici,

vi è mai capitato di rivolgervi ad un addestratore? A noi è capitato, anzi, se Louis ed io viviamo insieme è gran parte merito loro ma… c’è qualcosa che gli addestratori non dicono.

 

Quando ci si rivolge ad un addestratore, ad un educatore cinofilo, che lo si faccia per “risolvere un problema” o semplicemente per avvicinarsi in modo più consapevole al mondo dei nostri amati quattro zampe lo si fa sempre con un bagaglio enorme di domande.

“Perché si comporta così?” “Perché mi fa i dispetti?” “Come posso insegnargli a fare questo?” : di solito, sono più o meno queste le domande che facciamo agli addestratori.

Nel corso dei miei primi anni con Louis, ne ho conosciuti tanti, di varie correnti di pensiero (puoi leggere la nostra esperienza qui), ne incontriamo ancora oggi per il blog ed, in fondo, le domande da fargli non finiscono mai..

Se c’è una cosa, costante, che insegnano è il concetto di “rinforzo positivo”, premiarlo quando fa qualcosa di buono. E tutto, più o meno, si riesce a fare con questo sacrosanto metodo: la zampa, il seduto, il terra, persino i bisogni nel posto giusto (per esempio Matilda PRETENDE un premio ogni volta che “sporca” sulla traversina :))

Nel caso specifico di Louis, dove la GOLA si è formata prima di tutto il corpo, questo ci ha letteralmente SALVATO la convivenza: il concetto di “premio” al momento giusto, ed il concetto di “scambio” (è un esercizio che fa bene per smorzare il senso di possesso verso oggetti vari – calzini, palline, indumenti ecc).

Quello che gli addestratori non dicono, è che sì questo è un metodo SACROSANTO, continuerò a ripeterlo sino alla fine dei miei giorni ma, non si torna indietro: il cane, o per lo meno con Louis è così, imparato il meccanismo vivrà con lo scopo di “FARE QUALCOSA DI BUONO”, oppure “TROVARE QUALCOSA PER FARE LO SCAMBIO”.

Ed allora noi, per non perdere i vari insegnamenti per cui abbiamo faticato a suon di bocconcini e comandi, continueremo a premiarlo, e a scambiare i nostri calzini con qualcosa di “più buono” per il suo palato. Ed entreremo nell’oblio del meraviglioso circolo vizioso che ci fa girare con le tasche (o le borse, o i cassettini della macchina, o ovunque) pieni di “premietti” da offrirgli.

 

Ma alla fine, il bello è proprio questo no?

 

RINGRAZIO ANCORA LA CATEGORIA DEGLI ADDESTRATORI!

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